Chi, come me, è cresciuto con i cartoni della Warner Bros. non può non ricordare l’eterno conflitto tra Will Coyote e lo struzzo Beep Beep: una contesa foriera di grandi ambivalenze, perché non sai mai davvero per chi parteggiare. Per il povero Coyote, ostinato e perennemente sfortunato, oppure per quell’insopportabile pennuto che, con un semplice “beep beep”, riesce ogni volta a sfuggirgli?
Questa volta, però, la storia cambia.
Will Coyote, stufo di tutti quei marchingegni che esplodono, si inceppano, si ritorcono regolarmente contro di lui e non funzionano praticamente mai come dovrebbero, decide finalmente di ribellarsi. E lo fa nel modo più umano possibile: porta in tribunale la ACME, la società produttrice di tutti quei curiosi, fantasiosi e soprattutto disastrosi aggeggi che gli hanno rovinato la vita.
Ed è proprio da qui che Coyote vs. Acme prende il via, trasformando una delle più celebri gag della storia dei cartoni animati in una surreale battaglia legale.
Ma, man mano che la storia procede, emergono aspetti emotivi, affettivi e relazionali inaspettatamente dolci e importanti, che scopriamo essere sempre stati, in fondo, dentro il Coyote.
Per tutta la vita ha inseguito Beep Beep. Ma forse quell’inseguimento interminabile nascondeva anche qualcos’altro. Forse Beep Beep è l’unico vero compagno della sua esistenza, l’unico amico che abbia mai avuto. Senza di lui, che cosa resterebbe al Coyote? E chi sarebbe Will Coyote senza quella corsa infinita dietro al suo imprendibile avversario?
È proprio Beep Beep a regalarci uno dei momenti più teneri del film quando viene chiamato a testimoniare in tribunale. Gli spiegano: «Risponda sì con un bip e no con due bip».
Poi arriva la domanda fatidica: «Will Coyote è un suo amico?»
Bip.
E in quel singolo, semplicissimo bip sembra improvvisamente racchiusa tutta la storia di questi due personaggi. Quello che per decenni abbiamo interpretato come un conflitto senza fine può essere letto anche come una relazione: bizzarra, esasperante, persino distruttiva, ma pur sempre un legame. Forse, dopo tanti anni passati a rincorrersi, Coyote e Beep Beep non saprebbero davvero esistere l’uno senza l’altro.
Recensione di Cecilia La Rosa – 27/09/2026

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