Fabio Sinibaldi: Psicoterapia delle memorie traumatiche. Manuale pratico per elaborare e integrare i traumi e le esperienze scritte nel corpo. Edizioni InSciences, 2025.
Il libro di Fabio Sinibaldi si inserisce nel panorama clinico degli approcci somatici, il cui apporto è ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica e rappresenta il frutto di anni di ricerca e di clinica condotti dall’autore. Si tratta di un manuale pratico che fornisce diversi strumenti da utilizzare per l’elaborazione degli aspetti somatici implicati nelle esperienze traumatiche, non in sostituzione di approcci quali EMDR o Sensorimotor per esempio, ma in aggiunta a essi, in modo da potenziarne gli effetti e i benefici.
Il metodo di lavoro esposto, La psicoterapia delle memorie somatiche, si basa su 4 processi di cambiamento: Il Riprocessamento, il Riconsolidamento, l’Integrazione, il Rilascio. Utile per il trattamento del trauma ma applicabile, come scrive Sinibaldi, a tutte quelle situazioni in cui il corpo trattiene delle esperienze che condizionano la nostra postura, i movimenti, le emozioni e la
percezione di noi stessi. Può essere utilizzato anche in situazioni di stress cronico, ansia generalizzata o addirittura favorire meccanismi di performance in professionisti o sportivi.
Questi quattro processi fondano il metodo RIRRMS, cioè di Rilascio, Integrazione, Riprocessamento e Riconsolidamento delle Memorie Somatiche che è il cuore operativo della PMS (Psicoterapia delle Memorie Somatiche). Il libro si apre con un capitolo in cui vengono riportati i maggiori e più recenti contributi scientifici sul tema delle memorie somatiche, in particolare si evidenzia quanto sia potente la loro influenza sul nostro modo di percepire il mondo e di reagire agli stimoli. Già Damasio aveva parlato di embodiment, sottolineando che le emozioni coinvolgono il corpo in modo determinante e tutte le esperienze emotive lasciano tracce nel corpo che vengono, poi, riattivate in situazioni simili.
Le memorie somatiche, sottolinea l’autore, possono essere viste come il risultato di pattern di attivazione autonomica ripetuti, che influenzano la regolazione emotiva e la salute psicofisica. Da qui l’attenzione rivolta alla postura, vengono descritti in un capitolo gli schemi Postura-Memorie Somatiche, all’equilibrio e al ruolo centrale svolto dalla fascia, un organo sensoriale, quest’ultimo, con una grande capacità di memorizzare le esperienze meccaniche.
L’autore presenta un metodo di lavoro molto strutturato, tutti gli strumenti e le tecniche proposte sono descritte nel dettaglio e rese ancora più chiare dalle esemplificazioni cliniche. Il lettore viene guidato nella fase di assessment, di preparazione e di intervento, in modo da consentire di stabilire il tipo di lavoro clinico più adatto alla storia del paziente, in particolare alla storia che il corpo e le sue diverse manifestazioni raccontano. Interessante a questo proposito, la tecnica di Accomodamento Interpersonale utilizzata come test. Tramite questa tecnica si osserva come la persona si adatti fisicamente durante le interazioni, si notano le reazioni al contatto fisico, i cambiamenti posturali in risposta alla vicinanza o distanza, gli schemi interrotti o sospesi nei gesti sociali. Una grande attenzione, dunque, alla dimensione interpersonale della relazione
terapeutica, fonte preziosa di informazioni utili al clinico al pari della narrazione verbale e somatica del paziente.
Un aiuto concreto nell’applicazione di questo metodo è dato da un capitolo in cui vengono riportate le Mappe dei Punti Salienti. Queste rappresentano uno strumento chiave nel lavoro con le memorie somatiche, sono delle zone del corpo che per la loro conformazione neuro-mio- fasciale e per la densità di innervazioni e connessioni funzionali, tendono a trattenere in modo ricorrente memorie implicite, tensioni, emozioni e apprendimenti legati a esperienze significative o traumatiche. Le mappe descritte sono divise per aree e attraversano tutto il corpo, la presenza di figure illustrate consente di individuarle con maggiore chiarezza.
E’ un libro che, a mio avviso, va letto almeno due volte. Una prima lettura per essere introdotti nel mondo dell’implicito, per ricevere una panoramica esaustiva sull’importanza della dimensione somatica. Una seconda lettura, più lenta e più particolareggiata per darsi il tempo di familiarizzare con la tecnica, individuare quale tra i diversi strumenti descritti ci può essere, di volta in volta, di aiuto per sciogliere i nodi che la memoria somatica trattiene e blocca il lavoro di risoluzione delle esperienze traumatiche.
31 Marzo 2026
Maria Giuseppina Mantione – Psicologa, Psicoterapeuta, Centro Clinico de Sanctis, Roma

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