AIP, EMDR, SOGNI. Il cervello al nostro servizio 24 h su 24 h (recensione di Marta LEPORE)

Enrico Zaccagnini: AIP, EMDR, SOGNI. Il cervello al nostro servizio 24 h su 24 h, Mimesis, Milano 2020, pp. , Euro 16.00
di Marta Lepore

Per migliaia di anni le persone hanno pensato al mondo onirico come mistico e misterioso, i sogni hanno ispirato la letteratura, la musica o la pittura come nel caso di Salvador Dalì, che traeva ispirazione dai propri sogni, o meglio dipingeva i propri sogni notturni.

Ci chiediamo se i nostri sogni abbiano un senso o uno scopo e quale sia l’obiettivo della nostra attività onirica. In altre parole, perché  sogniamo? Sappiamo che i sogni hanno un ruolo fondamentale non solo per la creatività, ma anche per l’apprendimento e, nella psicoanalisi, sono da sempre oggetto di indagine.

Freud non solo rivendicava l’esistenza dell’inconscio come una dimensione sotto la soglia di coscienza ma poneva le basi per la comprensione di questa dimensione e apriva uno spazio di indagine del mondo onirico. A questa esplorazione, però, è mancata la validazione dei dati empirici, la giustificazione dal punto di vista delle neuroscienze che oggi confermano la formulazione di Francine Shapiro, secondo cui il cervello è in possesso di un Sistema innato di Elaborazione dell’Informazione (Adptive Information Processing, AIP). La teoria che simboli e sogni avessero un significato universale oggi non è condivisa da molti scienziati; nuovi strumenti di indagine ci permettono infatti di conoscere alcune modalità del funzionamento cerebrale e di utilizzare il materiale onirico come fenomeno cerebrale che corrisponde alle esperienze soggettive e personali che accadono durante il sonno.

Uno dei meriti dell’autore di questo libro è aver pensato all’attività onirica in un’ottica AIP, come una delle espressioni della funzione adattiva del sistema cerebrale. Il lavoro di ricerca di Marco Pagani, presentato nel capitolo 2, dimostra infatti il lavoro del nostro cervello nelle fasi di sonno REM e NREM e, da qui, prende le mosse il lavoro clinico di Zaccagnini, che propone una tecnica di decifrazione del sogno aderente alla chiave di lettura fornita dal sognatore stesso, in cui vengono integrati il linguaggio visivo per immagini del sogno e quello cognitivo della sua spiegazione, senza dover ricorrere a una interpretazione terza, non in linea con l’unicità del cervello del sognatore.

Per raggiungere una condizione di benessere, il cervello richiede l’apporto armonico di entrambi i sottosistemi cerebrali, quello sopra (veglia) e quello sotto (sonno) lo stato di coscienza. La decifrazione del sogno, e non la sua interpretazione, può essere quindi utilizzata come porta d’accesso al materiale sotto soglia di coscienza.

Partendo da questa concettualizzazione, Zaccagnini propone un protocollo di utilizzo clinico del materiale onirico con l’approccio EMDR che appunto si basa sul funzionamento cerebrale in chiave AIP ma bisogna considerare che tale funzionamento cambia considerevolmente se il cervello è in stato di veglia o in stato di sonno, coinvolgendo aree cerebrali differenti.

Nelle ore di sonno il cervello lavora intensamente. I sogni che avvengono in fase REM, a differenza della fase NREM, corrispondono a esperienze di tipo sensoriale, motorio, emotivo e cognitivo; per questo, è ipotizzabile che la narrazione di un sogno dia accesso alla problematica che si è attivata nel cervello in fase REM e che il corretto accostamento, in stato di veglia, tra immagini e significati possa aiutare l’elaborazione che ancora non è stata portata a termine con successo.

Il Protocollo di lavoro sul materiale onirico, che viene proposto dall’autore, mira ad accedere al database individuale del soggetto, non a codici universali, per permettere al cervello di trovare un codice personale per tradurre ciò che il cervello ha prodotto nel sonno.

Nel capitolo 3 troviamo la spiegazione dettagliata del Protocollo di decifrazione del significato di un sogno e di come utilizzare il materiale onirico nelle diverse fasi del protocollo EMDR. Attraverso la presentazione di diversi casi clinici, l’autore spiega come applicare il Protocollo per la ricerca dei target nelle fasi iniziali, oppure utilizzando gli incubi ricorrenti o, in caso di amnesia post abuso, o ancora in caso di blocco/stallo del percorso terapeutico, fino all’uso dei sogni ricorrenti in pazienti con disturbi della personalità, per entrare nel loro nucleo patogeno.

Con gli esempi clinici, viene presentata anche una possibile integrazione tra il Protocollo sul sogno e protocolli EMDR diversi, come ad esempio quello sulla dipendenza di Miller, e tali esempi ci permettono inoltre di rilevare la coerenza associativa che caratterizza il funzionamento del cervello.

Il libro quindi rappresenta non solo una possibilità di estendere l’applicabilità del modello AIP agli eventi notturni, ma anche un utile guida pratica per lavorare sui sogni con EMDR.

Ancora una volta l’approccio EMDR, nato come tecnica di risoluzione del trauma, ha dimostrato sul campo che la sua portata innovativa non si esaurisce in questa importante funzione.

Sembrano infinite le potenzialità dell’approccio EMDR così come sono infinite le potenzialità del nostro cervello.

Marta Lepore
Psicologa, psicoterapeuta, Supervisore EMDR, Centro Clinico de Sanctis Roma

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