SALUTE E SICUREZZA. PROSPETTIVE INTERDISCIPLINARI DI INTERESSE PER IL MODELLO ONE HEALTH ALLARGATO E L’INTELLIGENCE – Liuva Capezzani (recensione di Francesco Grillo)

Liuva Capezzani (2025) Salute e sicurezza. Prospettive interdisciplinari di interesse per l’approccio one health allargato e l’intelligence. Armando Editore. Roma, Euro 17.00

Ho provato a farmi contare dal software di ACROBAT quali sono le parole che più ricorrono nel libro su Salute e Sicurezza di Liuva Capezzani: si tratta di un metodo abbastanza efficace che può fornire indicazioni sui temi più ricorrenti in una ricerca. La parola interdisciplinare si ripete 15 volte (alle quali vanno aggiunte quelle multidimensionale e multidisciplinare).

La scrittrice coglie come, ormai, tutti i fenomeni che studiamo stanno diventando interconnessi. E, dunque, più complessi, laddove quella della complessità è una questione epistemologica che non può non stare tra le primissime priorità di chi si occupa di come stiano cambiando i meccanismi che usiamo per trasformare informazione (sempre più vasta) in conoscenza utile a risolvere problemi. E, dunque, è sempre più difficile da governare, perché, purtroppo, ci siamo per troppo tempo affidati a “esperti” che, per il mestiere che fanno (e, a volte, per conflitto di interesse), non possono risolvere né ridurre la complessità.

Ha ragione la dottoressa Capezzani a unire la questione della psicologia individuale, relazionale e di massa, alla sicurezza biopsicosociale e nazionale. Del resto, è proprio sul piano della psicologia e della linguistica che INTERNET impone un confronto diverso. Un confronto che non vince più chi usa argomenti ragionevoli, scientifici.

Ha ragione quando coglie che, su questo piano, non può che esserci una risposta almeno europea, perché le piattaforme non sono nazionali. E ha ragione quando implica che siano le stesse classi dirigenti a dover trovare occhiali diversi per interpretare una realtà che supera i nostri strumenti cognitivi. In molte regolamentazioni europee è evidente che manca un preliminare problem setting che chiarisca al regolatore, prima di mettersi a produrre norme, quale è la natura del problema da risolvere e, dunque, quale l’obiettivo che possiamo realisticamente porci.

Sul piano della salute mentale e delle psicologie, però, è proprio l’interpretazione interdisciplinare della questione a farmi ipotizzare che questa intera questione non possa
essere un dominio esclusivo degli psicologi (e neppure dei sociologi). Così come è altrettanto vero che non possono essere solo gli economisti o gli scienziati della politica a dirci perché intere società entrano in stagnazioni – economiche e, soprattutto, demografiche – che durano trent’anni (come l’Italia) e altre continuano a crescere.

Ritiene la dottoressa Capezzani, e lo ritengo anche io, che una società più “resiliente” (uno dei termini il cui abuso aumenta ulteriormente la complessità in maniera non utile) sia fatta, innanzitutto, di cittadini più forti ed educati a riconoscere informazioni vere e rilevanti per produrre conoscenza. Di comunità abituate a decidere insieme e, dunque, più coese. Cosa, dunque, dobbiamo concretamente fare per tornare a una “normalità” che ormai ci sfugge? È questa la traiettoria di ricerca ulteriore che sono sicuro che la Capezzani vorrà navigare.

20 Gennaio 2026

Francesco Grillo, professore presso l’Università Bocconi di Milano, direttore del Think Tank Vision ed editorialista de Il Messaggero, del Corriere della Sera, de Linkiesta, del Guardian.

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